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venerdì 11 maggio 2007

Un giorno o un anno

(DIARIO -Millenovecentoottantuno)
Il cielo
Nero
Striato di fuoco sul selciato
Un passo frettoloso
Ma la gente è tutta qui
In un fazzoletto di terra
In uno spaventoso ricordo
E sembra gioia
La sua risata
Nel buio profondo
Ma è la paura
Di un giorno
O di un anno
In una pozza
Di fango
Annega il tempo
Le stelle compaiono
E la strana città
Dell’ultimo dell’anno
Va via in una notte oscura

Sembra il pianto
Di un bambino
Che non sa decidere
Fra dolore e felicità
Ma l’indecisione
Lo tradisce
Nel fondo di un altro
Silenzio
E tu speri stanotte
Folle nel profondo
Di morte
Trovare una luce
Per vedere ancora
Attraverso i vetri
Il cielo di lampi
Si spegne


G. Marchi

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