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mercoledì 30 maggio 2007

Ancora

(DIARIO -Millenovecentoottantuno)

Per un attimo
Abbandono la penna
Alzo gli occhi
Una crepa nel muro
O nell’anima
Mi scopro a meditare
La mano tra i capelli folti
Un tic nervoso
Gli occhi di sangue
Il capo pesante
Mi sfugge la penna
L’afferro con rabbia
Mi chiedo se è utile
Scrivere ancora


G. Marchi

Sensi

(DIARIO -Millenovecentoottantuno)

Perdere il controllo
In un mondo di sensi
Unico scopo meta prefissa
Di un cammino alienato
Rigetto volgare
Di un’insofferenza comune
Alle note tristi
Di un vecchio beat
La penna scorre su un mare d’olio
Di pece la strada più che strana
Ambiguo scontro
Tra gioia e dolore.

G. Marchi

giovedì 24 maggio 2007

Paesaggio

(DIARIO -Millenovecentoottantuno)

Un filo uniforme indefinito
Un velo di neve
Ma è solo apparenza
La brina che a stento
Ricopre l’erba del prato
Quel sole pallido
Si specchia su una pozza gelata
Quel cielo bianco carico
Che sa di una mistica
Fine del mondo
I muri rosa anneriti
Squallido mondo che soffoca
Ma c’è pure la gioia
Di un unico fiocco
Perduto nel vuoto
Portato dal vento
Un vuoto che senti
Insieme al canto
Di quel volo
Sembra un giorno diverso
Setacciato dalla monotonia
Del vetro appannato
Ma non sai se il respiro
È il sogno di un anno
T’accorgi che sotto il velo
Nasconde la solita terra
La vita più nera di sempre
Anche se ricomincia
A nevicare.


G. Marchi

giovedì 17 maggio 2007

Solo

(DIARIO -Millenovecentoottantuno)

Uno sprazzo di luce
Ma è solo follia
O quella stella cadente
Di una notte d’estate
Che ricordi
Sera di gennaio
Senza più luna.


G. Marchi

venerdì 11 maggio 2007

Un giorno o un anno

(DIARIO -Millenovecentoottantuno)
Il cielo
Nero
Striato di fuoco sul selciato
Un passo frettoloso
Ma la gente è tutta qui
In un fazzoletto di terra
In uno spaventoso ricordo
E sembra gioia
La sua risata
Nel buio profondo
Ma è la paura
Di un giorno
O di un anno
In una pozza
Di fango
Annega il tempo
Le stelle compaiono
E la strana città
Dell’ultimo dell’anno
Va via in una notte oscura

Sembra il pianto
Di un bambino
Che non sa decidere
Fra dolore e felicità
Ma l’indecisione
Lo tradisce
Nel fondo di un altro
Silenzio
E tu speri stanotte
Folle nel profondo
Di morte
Trovare una luce
Per vedere ancora
Attraverso i vetri
Il cielo di lampi
Si spegne


G. Marchi

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